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L'ultimo saluto a Piero Borelli
Pubblicata il 09/04/2019
Parenti, amici e membri della grande famiglia della pallanuoto hanno dato poche ore fa l’ultimo saluto a Piero Borelli. Ai funerali del dirigente del Brescia, morto sabato all’età di 74 anni, hanno partecipato naturalmente i giocatori e i membri della società lombarda, guidati dal patron Marco Bonometti, dal presidente Andrea Malchiodi, dal tecnico Sandro Bovo, ma anche rappresentanti di altri club, come i rivali storici della Pro Recco rappresentati dal presidente Maurizio Felugo, dai campioni Stefano Tempesti e Niccolò Gitto e dal d.s. Arnaldo Deserti. Presenti nella chiesa di San Gaudenzio, a Mompiano, anche Samir Barac e Igor Hinic, fuoriclasse croati che Borelli portò a Brescia e che misero la loro firma sullo storico scudetto del 2003.

“Abbiamo dato l’ultimo saluto a Piero in una chiesa strapiena – racconta il presidente bresciano Malchiodi – e tutte quelle persone erano lì perché avevano ricevuto qualcosa da Piero. Lui lasciava il segno in ogni persona, era un uomo generoso, passionale, anche focoso, ma capace di chiudere i contrasti con gli altri sempre col sorriso e mai col rancore. Ha fatto la storia del nostro sport e ha contribuito alla contentezza di tutti coloro che sono passati di qua. Per lui ogni giocatore era un figlio da curare, s’è sempre adoperato perché i pallanuotisti si sentissero al meglio dentro e fuori dall’acqua. D’altra parte doveva invogliarli a venire in una città che fino a poco fa sembrava fuori dal mondo per la pallanuoto. E ora sono in tanti a piangerlo, non solo in Italia”.

Malchiodi rivela poi un retroscena degli ultimi giorni di Borelli che spiega bene la forza d’animo e il carattere del dirigente bresciano. “Sono andato a trovarlo in ospedale pochi giorni prima della fine – racconta Malchiodi – quando la sua condizione gli impediva ormai di mangiare e doveva essere alimentato. Quando ho visto che sul comodino aveva un libro di ricette gli ho chiesto cosa dovesse farne. ‘Non posso più mangiare’, mi ha risposto, ‘e allora ho deciso che voglio cucinare per gli altri’. Questo la dice lunga sulla forza e sulla generosità di Piero”.  
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