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Il Settebello perde 8-7 dalla Serbia
Pubblicata il 27/01/2020
 Il Settebello perde 8-7 dalla Serbia, oro olimpico a Rio 2016, e termina al sesto posto la 34esima edizione dei campionati europei di pallanuoto alla Duna Arena di Budapest. L'ultimo precedente agli Europei risale ad otto anni fa, il 27 gennaio 2012 a Eindhoven, dove la Serbia vinse 12-8. L'ultimo precedente in ordine cronologico, invece, è quello dell'8 aprile 2018 nella finale per il terzo posto della Europa Cup a Rijeka, vinta 10-9 dall'Italia. Anche la Serbia, così come l'Italia, è già qualificata ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020: gli azzurri perché campioni del mondo a Gwangju 2019 e i serbi per aver vinto la World League a Belgrado il 23 giugno.
Italia-Serbia 7-8
Italia: Del Lungo, Di Fulvio 3, Luongo, Figlioli 2, Fondelli, Velotto, Renzuto Iodice, Echenique, Figari, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce, Nicosia. All. Campagna.
Serbia: G. Pijetlovic, Mandic 1, Dedovic, Randjelovic 1, Cuk 1, D. Pijetlovic, Vico, Aleksic 2, Jaksic 1, Filipovic 2 (1 rig.), Prlainovic, S. Mitrovic, B. Mitrovic . All. Savic.
Arbitri: Kun (Hun) e Zwart (Ned).
Note: parziali 2-3, 4-1, 0-2, 1-2. Superiorità numeriche: Italia 4/12 e Serbia 5/10 (di cui una doppia) + un rigore realizzato da Filipovic all'inizio del primo tempo. Uscito per limite di falli Figlioli (I) nel terzo tempo. Ammonito per proteste Campagna (all Italia) all'inizio del quarto tempo. Nella Serbia in porta con il numero 13 Branislav Mitrovic.
La partita. I primi in acqua sono Del Lungo, Di Fulvio, Renzuto Iodice, Echenique, Aicardi, Velotto e Figari. La Serbia passa al primo affondo con il rigore trasformato da Filipovic e conquistato dal centroboa Jaksic. Branislav Mitrovic dice no ad Aicardi ma poi è affondato dalla botta dai sei metri di Di Fulvio (1-1). Il veloce giro palla degli azzurri dà i propri frutti: Figlioli serve al centro Bodegas che da due metri fissa il 2-1 in extraplayer. Immediato il pareggio dei serbi con Aleksic (doppia superiorità numerica) per il 2-2. Slavi avanti con l'alzo e tiro di Filipovic che sigla il 3-2 dopo otto minuti di gioco.
Ritmi non eccessivamente alti ma lo spettacolo non manca. Il diagonale di Figlioli (superiorità) riequilibra il punteggio dopo novanta secondi dall'inizio del secondo tempo. Del Lungo è superbo su missile di Mandic; il Settebello passa avanti nell'azione successiva con il missile da zona quattro di capitan Figlioli che non lascia scampo al numero uno serbo (4-3). Poi botta e risposta tra Di Fulvio e Randjelovic, entrambi a segno con l'uomo in più (5-4). Di Fulvio è in versione extralusso e dai sette metri scarica un destro tutto potenza e precisione alle spalle di Mitrovic per il 6-4 a metà gara.
Si riparte con la Serbia che si rimette in scia con Cuk che non perdona dal perimetro e sigla il 6-5. Gli azzurri forzano un paio di conclusioni, Figlioli va fuori per tre falli; in seguito il 6-6, che chiude il terzo periodo, arriva da Jaksic (extraplayer) che da due passi supera Del Lungo.
Vantaggio serbo in apertura di ultimo quarto con la ripartenza iniziata da Mandic e conclusa da Aleksic (7-6). Settebello dalle mille risorse e punteggio che torna in equilibrio con lo schiaffo di Aicardi, su imbeccata perfetta di Renzuto Iodice (7-7). Del Lungo dice no alla botta di Randjelovic dai quattro metri. Poche energie e tanto agonismo in acqua. I campioni olimpici rimettono la freccia con il diagonale di Mandic che toglie la ragnatela dal sette e vale l'8-7 a poco più di due minuti dalla conclusione. A quartanove secondi chance per il Settebello con l'uomo in più; Campagna chiama il secondo time out a disposizione ma Mitrovic dice no ad Aicardi. Il punteggio non cambia: la Serbia chiude quinta e i campioni del mondo sesti EuroBudapest 2020.

Le parole del commissario tecnico Alessandro Campagna. "Buona la gestione della partita. Ci è mancata un po' di forza nel finale, ma anche quando hanno preso loro il sopravvento con il pressing, è sempre stato poco pagato perché abbiamo preso poche espulsioni nella seconda parte. La squadra mi è piaciuta e il fatto di aver giocato alla pari con la Serbia, che non si è certo risparmiata, ci deve dare confidenza in prospettiva futura. Assolutamente meglio di come ci siamo comportati con il Montenegro: un passo avanti".

Le parole di Vincenzo Dolce. Calottina numero 12. "Una partita dura e giocata ad altissimo livello. Campagna ci aveva avvisati che sarebbe stata una partita fisica. Nel terzo tempo ci siamo un po' fermati con i movimenti e con loro, paradossalmente, se non ti muovi in attacco fatichi di più. Perché nuotando riesci ad evitare la loro pressione. Peccato perché fino all'ultimo abbiamo cercato di pareggiare, anche l'occasione con Matteo Aicardi proprio nei secondi finali. Avevamo fame e voglia di riscatto e ne abbiamo ancora. Il Settebello non è quello che si è visto a Budapest. Siamo consapevoli di questo. Nella partita con il Montenegro abbiamo sbagliato completamente l'approccio e oggi abbiamo provato a riscattarci. Ci è mancato proprio poco. Guardiamo avanti".
Le parole di Niccolò Figari. Calottina numero 9. "A caldo devo dire che non è stato un brutto europeo: siamo mancati solo contro Montenegro. Oggi abbiamo giocato una grande partita, anche con tanto cuore contro un avversaria fortissimo e che per cultura non molla mai come la Serbia: alla fine abbiamo accusato po' la stanchezza di queste due settimane".
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